La Subacquea - Dalle antichità ad oggi
Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima!”
cit. Jacques-Yves Cousteau
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Il desiderio di esplorare il mondo sottomarino probabilmente è intrinseco dell’uomo. Per necessità o semplicemente solo per curiosità di vedere cosa c’è in profondità, l’uomo ha sempre provato a prolungare la sua permanenza sotto la superficie dell’acqua.
La storia della subacquea narra di uomini che si immergevano soprattutto per motivi militari, per danneggiare i nemici e sfruttare l’effetto sorpresa. Già ai tempi del grande imperatore Alessandro Magno si racconta che egli stesso si calò sott’acqua nel porto di Tiro per rimuovere gli ostacoli riposti sui fondali dal nemico.
E anche Erodoto, considerato da Cicerone come il “padre della storia” racconta, nel 500 a.C., di un soldato greco Scilla di Scione che durante la Battaglia di Salamina, il primo grande scontro navale ampiamente documentato dalla storia, usò un giunco incavato come boccaglio per non essere scorto dalle navi persiane del Re Serse e lo stesso Erodoto racconta anche di uomini che scesero sott’acqua per tagliare gli ormeggi nemici.
La storia della subacquea prosegue poi con Leonardo Da Vinci che nel XV secolo disegnò attrezzi per poter respirare sott’acqua e nel 1531 Guglielmo di Lorena si immerse con una campana subacquea derivante dai disegni e dai progetti di Leonardo Da Vinci.
la subacquea da fine ‘700
Intorno al 1790 i cassonisti, ossia coloro che lavoravano all’interno dei cassoni capovolti e pieni d’aria nelle costruzioni di porti e ponti, iniziarono ad usare i primi compressori successivamente poi usati anche dai palombari. I cassonisti ebbero molti problemi fisici dovuti alle loro immersioni, tant’è che all’epoca queste patologie vennero considerate come delle problematiche legate all’umidità e ad esse veniva dato il nome di “malattia dei cassonisti”. Solo 100 anni dopo si scoprì che, invece, la cosiddetta malattia dei cassonisti non dipendeva dall’umidità bensì dalla pressione dei gas.
Nel 1798 fu il medico Alphonse Gal a scoprire il legame tra pressioni e problemi, il dottore italiano fu probabilmente il primo ad immergersi con l’autorespiratore, allo scopo di approfondire i suoi studi sugli effetti della pressione sul corpo umano. Egli si immerse con le attrezzature dei palombari, una casacca cerata, delle calzature piombiate, lo scafandro di protezione ed un recipiente contenente aria a pressione sconosciuto. Si presume, però, che fosse appena sufficiente per poter compiere l’atto della respirazione.
Invece, 25 anni dopo, i fratelli Deane inventarono lo strumento che poi verrà utilizzato inizialmente per recuperare oro e materiali preziosi sui vascelli e navi affondate. Successivamente venne brevettato un set completo per l’immersione, denominato Deane’s Patent Diving Dress. Il brevetto fu poi perfezionato da August Siebe nel 1837, che creò un perfetto scafandro, utilizzato anche dalla Marina Militare inglese e francese.
la subacquea da fine ‘800
Verso l’ultimo quarto di secolo del 1800, il francese Sandale inventò un altro apparato di respirazione rivoluzionario. Perfezionato nel 1876 da Henry Fleuss. Era formato da una maschera di caucciù indurito collegato da due tubi ad un sacco flessibile posto sul dorso che racchiudeva un filtro di calce sodata comunicante con una bombola di rame contenente ossigeno a 30 atmosfere. Consentiva tramite l’utilizzo di ossigeno e lo scambio dell’anidride carbonica, di protrarre la durata della permanenza in immersione.
Nel 1907 fanno la loro comparsa le prime tabelle di decompressione. Grazie agli studi del fisiologo inglese la storia della subacquea inizia ad essere caratterizzata da un elemento, che ora è quasi inderogabile, ma che in quegli anni rappresentava un grande passo avanti della scienza. Grazie alle leggi della fisica, si iniziò a capire che la subacquea non è solo questione di prestanza fisica, ma anche di chimica. Attraverso lo studio della fisica abbinato alla fisiologia del corpo umano la subacquea divenne un mondo sempre meno oscuro per l’uomo così come la vita sottomarina.
LA SVOLTA NEL MONDO SUBACQUEO
Il vero punto di svolta nella storia della subacquea ci fu nel 1889, quando la ditta Drager tedesca inventò un sistema di riduzione ed erogazione dell’aria: l’uomo ha iniziato così ad immergersi senza essere condizionato dalla tossicità dell’ossigeno.
Nei primi anni Novanta venne creato il primo autorespiratore a miscela con il 30% di Ossigeno e il 70% di Azoto e dopo la Prima Guerra Mondiale uscì un apparecchio a circuito semichiuso che utilizzava una miscela Nitrox. In quel periodo però la subacquea fondamentalmente veniva utilizzata solo per motivi militari. Venne messo in primo piano l’ARO, poi perfezionato dal comandante italiano, Belloni, della Regia Marina Italiana e nel 1935 Tesei e Toschi ne ottimizzarono la resa a tal punto da essere poi usato come arma segreta.
Negli stessi anni Max Gene Nohl sperimentò come respirazione una miscela composta da Elio ed Ossigeno. Periodo davvero importante per il mondo sub è nel secondo dopoguerra con la nascita dell’erogatore automatico del Royal Mistral.
Dal 1943 la subacquea venne aperta finalmente a tutti gli sportivi, anche se all’inizio i rischi di embolia per le persone erano davvero alti, oggi fortunatamente nessuno si immerge senza aver fatto un corso e senza essere accompagnato da un esperto su
La Subacquea - Sonclusioni
Ad oggi, la subacquea è divenuta un’attività che si interfaccia su diverse realtà. Autostima, capacità relazionale nel rapporto di coppia o gruppo, capacità di valutazione e decisione, scoperta e riscoperta di nuove percezioni (sensibilità propriocettiva) in un ambiente fuori dallo stress dalla routine giornaliera sono solo alcuni dei benefici della subacquea.
Ad esempio, negli USA da alcuni anni, la subacquea si trova da protagonista anche per i veterani militari e coloro che soffrono di disturbo post traumatico da stress, dove attraverso un programma di corso subacqueo e l’approccio all’ambiente marino aiutano a riconnettere l’individuo a se stesso e allo spirito di avventura avendo capacità di valutazione senza incombere a situazioni di stress.
Sono sempre più gli individui che si immergono in questo mondo: dalla semplice persona o turista, curioso di una scarica di adrenalina per respirare sott’acqua ed esplorare da vicino un ambiente affascinante, ad individui che iniziano a sperimentarla per fuggire dai problemi quotidiani che si presentano sulla superficie terrestre fino ad arrivare a chi intraprende questo mondo per professione come guide, istruttori, scienziati, tecnici navali e portuali, fotografi, e altri ancora.
Benvenuti, oggi, in un mondo parallelo al nostro, dove non si corre…tutto rallenta, un mondo fatto da milioni di sfumature: creature, storia, scienza, risorse, sono solo alcuni dei misteri che racchiudono gli Oceani e ne abbiamo esplorato solo meno del 10%, tutto il resto ci sta aspettando!!!